Confessioni di un consulente IT

Perché mi rallegro #12

Posted in Italia, P.M.R. by pigreco314 on 28 febbraio, 2011

In realtà ci sarebbe da piangere, ma il pezzo di Charlie Brooker è divertente assai.

Charlie Brooker - clicca per vedere il video

Annunci

Qualità senza sostanza

Posted in Storie Aziendali by pigreco314 on 28 febbraio, 2011

La nostra azienda ha un Sistema della Qualità: un elenco di SOP codificate e sottoposte a revisione periodica (all’incirca ogni nuova era geologica), procedure di audit, un database per registrare deviazioni, analisi di potenziali problemi e azioni correttive.
Tutto documentato e illustrato durante chiarissime sessioni di training a seguito delle quali è necessario sostenere quiz per dimostrare l’efftiva comprensione dei concetti.
Ho fatto i quiz e ho totalizzato il massimo punteggio.
Ma non ho la minima idea di come PRATICAMENTE dovrei applicare questi concetti visto che non è stato fornito uno straccio di esempio concreto di cosa sia una deviazione, un’analisi di potenziale problema o un’azione correttiva.

In effetti durante il training un esempio è stato fatto: scendendo dall’auto sono scivolato sul ghiaccio perché non era stato gettato il sale nel parcheggio.

Secondo me abbiamo qualche problema.

Ei fu. Siccome Finance

Posted in Storie Aziendali by pigreco314 on 19 febbraio, 2011

Con parecchi mesi, forse anni di ritardo, qualche giorno fa è stato giubilato il responsabile del Finance.

Di lui si ricordano grandi imprese: la creazione di moduli per il rimborso delle note spese in cui comparivano ancora la lira e il marco tra le valute da convertire in dollari, il mancato rispetto sistematico delle scadenze per il pagamento dell’IVA (sia in Italia che in Olanda, concetto troppo difficile per un “ragioniere” americano forse) con conseguente ammenda, l’invenzione di un sistema assurdo per la conversione del P&L in dollari che in pratica seguiva fedelmente le fluttuazioni delle quotazioni delle valute con il risultato che i prezzi a giornata dei nostri consulenti in qualunque paese dove non si usano dollari potevano variare di minuto in minuto. E per finire, le arroganti risposte del tipo “E’ tutto sotto controllo, non preoccupatevi, la contabilità è affar mio!” a chi gli faceva cortesemente notare che stava combinando un mare di cazzate.

Insomma un pazzo incompetente.

Avanti il prossimo.

La Domenica delle Salme #3

Posted in Italia, Zeitgeist by pigreco314 on 12 febbraio, 2011

Sara Tommasi

Dicono che l’ultima delle mignotte coinvolte nelle amene vicende che vedono protagonista quel puttaniere del nostro Presidente del Consiglio sia laureata alla Bocconi, dove evidentemente ti insegnano lo spelling corretto del nome di una famosa università americana:

SMS del 15 gennaio 2010: «Spero che il governo americano inizia a dare lustro a quello ignobile nostrano con i 10 requisiti di ammissione di Harward! La politica è una cosa seria»

senza dimenticare

SMS del 15 gennaio 2010: «10 requisiti per l’ammissione tra le fila dei parlamentari… tu indagato saresti già fuori. Capito??».

Che brano mettiamo questa volta?

Any idiot can play Greek for a day
and join a sorority or write a tragedy
and articulating all that pain
and maybe you’ll get paid.

(It’s a hit, Rilo Kiley, 2004)

Raccomandazione

Posted in Persone, Storie Aziendali by pigreco314 on 11 febbraio, 2011

Il collega olandese J.H. che un tempo lavorava nel mio team, mi ha inviato una richiesta di raccomandazione via LinkedIn.
Visto che il team olandese è stato abbondantemente bastonato di recente (tre licenziati negli ultimi mesi) il morale non è alle stelle. Tra l’altro la riduzione di personale è stata pilotata dal quartier generale USA (come tutte le altre che l’hanno preceduta) ed eseguita in maniera assai maldestra: un elefante in una cristalleria avrebbe fatto meno danni. Uno dei dimissionati lavora oggi per la concorrenza e l’arrivo di nuovi importanti progetti ci potrebbe costringere ad assumere personale (e speriamo dico io). Insomma un tempismo perfetto.

Qundi la richiesta di J.H. mi preoccupa un po’ e decido di indagare.
Lo contatto spiegando che sebbene le sue capacità e prestazioni giustificherebbero pienamente una raccomandazione, preferirei soprassedere visto che tra colleghi la cosa potrebbe suonare un po’ stonata. Gli chiedo poi se questa richiesta non sia anticipatrice di qualche scelta imminente, nel qual caso mi piacerebbe parlarne al telefono.
Mi risponde scrivendo che comprende la mia decisione e mi tranquillizza spiegando che non sta attivamente cercando un’altra posizione ma visto l’andazzo sta rifacendo il make-up al proprio profilo LinkedIn nel caso gli serva a breve.

Dopo qualche giorno noto che il nostro defenestrato ex-CEO ha provveduto a fornire il proprio endorsement in LinkedIn al buon J.H.

Ubi maior…

Vivere nella Nuvola

Posted in Geek Corner, Internet by pigreco314 on 10 febbraio, 2011

Al momento per quanto mi riguarda il concetto di cloud computing si declina in applicazioni web based e ubiqua memorizzazione di massa: GMail (con backup, mi raccomando), Google Documents (idem), Flickr.

In Google Documents, per esempio, tra le altre cose metto copia degli scontrini di acquisto dei prodotti nel caso debba avvalermi della garanzia. La cosa mi è tornata particolarmente utile l’altro giorno quando ho dovuto effettuare il reso del router Sitecom WL-341 che di punto in bianco ha deciso di rifiutare connessioni wifi. Mi reco da Mediaworld con l’apparecchio e la stampa della relativa ricevuta di acquisto. L’addetto getta un’occhiata al foglio e mi fa notare che sullo scontrino manca la data, evidentemente eliminata da un qualche baco della funzione di stampa di Google Documents. Mi sono risparmiato un viaggio collegandomi via Blackberry a Google Documents e girando via email all’addetto dell’assistenza Mediaworld la copia digitale dello scontrino (datato novembre 2009), grazie al quale l’esemplare difettoso mi è stato prontamente sostituito.

Lo storage distribuito mi aiuta inoltre a risolvere un paio di problemi particolarmente fastidiosi legati all’utilizzo su computer diversi di applicazioni come il browser Firefox, il programma iTunes o l’accesso a risorse preziose come il file criptato in cui conservo le mie password.

Per quanto riguarda il problema della condivisione della configurazione di Firefox su computer diversi ho attivato FireSync (escludendo però la sincronizzazione delle password). Ho letto di addons ( per esempio Syphon, nome che non ispira ma pare funzioni bene) che consentirebbero la sincronizzazione anche delle estensioni installate ma per ora non mi sono ancora spinto tanto in là.

Cliccate sull'immagine per avere 250MB extra

Assai più interessante è il sistema di condivisione del file delle password e della libreria di iTunes che ho realizzato usando Dropbox.

Se ancora non conoscete Dropbox vi consiglio di visitarne il sito web e provarlo, non costa nulla: il servizio prevede un’opzione gratuita che offre 2GB di storage remoto. Se create un account seguendo questo link ci sono 250MB di spazio aggiuntivo per voi e per me.

Dropbox crea una serie di directory in una locazione predefinita che mantiene sincronizzate con i propri server e qualunque altro computer che decidiate di collegare al vostro account. A differenza di Windows Live Mesh, Dropbox non consente di mantenere sincronizzata qualsivoglia cartella del vostro filesystem ma esiste uno stratagemma promettente che non ho ancora sperimentato appieno.

Su Dropbox ho memorizzo il file criptato di PasswordSafe contenente le password dei miei account, in modo che aggiunte e modifiche vengano automaticamente trasferite da un PC all’altro. Trovo questa soluzione più sicura rispetto ai password manager online.

Come dicevo sopra, Dropbox mi consente di mantenere allineate le copie della libreria di iTunes (per intenderci il file iTunes Library.itl)  memorizzate su computer diversi.

La cosa è assai semplice a realizzarsi ma se volete una procedura passo passo potete leggere questo articolo su Lifehacker, nel quale viene descritto anche una soluzione basata su AutoHotKey (una piccola perla nel mondo delle utility di cui parlerò in altro articolo) per evitare l’avvio contemporaneo di istanze multiple di iTunes su computer diversi. Non ho adottato questo espediente perché non ho bisogno di condividere la mia libreria di iTunes con altri utenti e quindi l’eventualità di lanciare il programma contemporaneamente su computer diversi sarebbe sbadataggine più che una necessità. Inoltre lo script di autohotkey riportato nell’articolo mi sembra bacato. Infine occorrerebbe anche configurare  iTunes in modo che non venga attivato automaticamente quando si collega un iPod al computer.

Visto che su Dropbox non memorizzo la considerevole mole dei miei brani musicali, tuttora salvati su un disco locale, l’uniformità di accesso ai file da iTunes su computer differenti viene realizzata con un piccolo trucco: al disco che di volta in volta collego al computer viene sempre assegnata la medesima lettera di unità. In questo modo il path di ciascun file è valido indipendentemente dal computer su cui iTunes è al momento in esecuzione.

La migrazione su piattaforma cloud potrebbe rappresentare la naturale evoluzione del servizio di Apple che per esempio potrebbe utilizzare la propria piattaform cloud per consentire agli utenti di conservare su storage distribuito le copie  dei contenuti multimediali acquistati su iTunes con la possibilità di poterli riprodurre via Internet su computer e dispositivi mobili.

D’altra parte ci sono già arrivati Grooveshark e l’industria del porno.

La Domenica delle Salme #2

Posted in Italia, Zeitgeist by pigreco314 on 1 febbraio, 2011

Una plastica immagine di Nicole Dimettiti

 

Camminando lentamente, scuote la chioma
sorridendo ed ammiccando si muove sinuosa
sgrana gli occhi da innocente, brava bambina
ha imparato la lezione dieci con lode

tu mi rapisci il cuore donna di plastica
hai gli occhi un pò sbarrati ma sei fantastica

(Ustmamo – Baby Dull, 1996)

Vivo in Lombardia e pretendo che le mie tasse servano a finanziare i servizi al cittadino, non a mantenere le baldracche del Presidente del Consiglio a spese della comunità.

Se basta saper parlare un ottimo inglese, essersi laureati lavorando e avere un’ottima preparazione (in cosa?!) per accedere a uno stipendio da 12mila euro al mese anche solo per 5 anni, conosco un sacco di persone che lo meriterebbero assai più di questo esemplare di parassitismo sociale.

Fai un piacere a te stessa e alla collettività, Nicole: dimettiti.