Confessioni di un consulente IT

È sempre colpa di qualcun altro

Posted in P.B., Product Department, Progetti, Storie Aziendali by pigreco314 on 24 febbraio, 2009

Krieg ist Terror by Stewf

I Professional Services si distinguono in svariate discipline e una di queste è la lamentela fingerpointing, quel livore egoista con cui si punta il dito verso un collega a piacere dicendo: “È colpa tua!”.  I Sales hanno svenduto il progetto promettendo l’impossibile a margine zero o negativo e non hanno tenuto conto di quel piccolo particolare tecnico che rende impossibile l’implementazione. Il Product Department è notoriamente composto da un plotone di nullafacenti, ignari delle più elementari procedure di controllo qualità e certificati per la produzione di software bacato. Il Marketing è specializzato nella distribuzione di una serie di “volantini” che magnificano caratteristiche inesistenti del software per i quali meriterebbero la denuncia ecc. ecc.

E se tutto ciò non bastasse, il povero consulente si trova a fronteggiare un Cliente “raggirato” al quale (metafora tipica) è stata promessa una Ferrari ed è stata venduta una Fiat Palio.

Sebbene tutto ciò abbia qualche fondo di verità, il complesso del parafulmine impedisce al consulente, field specialist, solution architect, membro dei professional services in generale e al team di progetto in particolare di svolgere una serena autocritica e riflettere in maniera costruttiva sulle proprie responsabilità.

Durante il team meeting della settimana scorsa a N* è andato in scena un piccolo showdown tra noi Professional Services e un rappresentante del Product Department, l’Olandese Frizzante P.B., il quale in verità, più che un semplice rappresentante, stando all’ultimo organigramma risulta essere il responsabile del Product Department medesimo. Ma è notorio che dello sviluppo del prodotto non gli importa granché, probabilmente manco ci capisce, ha delegato praticamente tutte le attività a uno dei suoi luogotenenti negli USA ed è molto più interessato alle attività di marketing di cui pure è responsabile. E infatti, dopo un aggiornamento sulle attività di marketing durato 45 minuti (avevo richiesto durasse un quarto d’ora), il Nostro, che avrebbe dovuto guidare una discussione di 45 minuti (durata effettivamente tanto, a scapito della pausa pranzo)  su come migliorare la comunicazione tra Field e Product Department nei casi in cui bug gravi nel software si rivelino nelle fasi critiche di un progetto,  si è eclissato lasciando i Professional Services a esercitarsi nello loro sport preferito.

Il caso in questione si riferiva al Cliente R* che a quanto pare 14 mesi fa (“F o u r t e e n  m o n t h s  a g o!” ha enfatizzato J. nell’illustrazione del tema) ha chiamato il nostro servizio di help desk per segnalare un problema nel software. La chiamata di assistenza si è trasformata in un bug formale nel software che ad oggi non è stato ancora risolto dal P.D. (Product Department non Partito Democratico, che al momento ha ben altri problemi). Presumo che ciò sia accaduto per motivi più che validi, quelli che guidano la pianificazione delle risorse in tutti i gruppi di sviluppo e supporto software di questo mondo. Ma si sa che i Professional Services non concepiscono (tranne per il software progettato da loro stessi medesimi) l’esistenza di bugs non ancora risolti, anche se impattano un Cliente su cinquemila.

Peccato che nel frattempo il Cliente R* ha deciso di migrare alla nuova versione del nostro software e il bug con il quale ha convissuto senza problemi per quasi 14 mesi (dico io q u a t t o r d i c i  m e s i!) nella presunzione risultasse risolto nella nuova release, è diventato improvvisamente di importanza capitale.

Morale: non si firma la chiusura del progetto se non si risolve il bug.

Facile, troppo facile lamentarsi con il Product Department e il suo contumace responsabile per aver dormito 14 mesi e non aver risolto quell’unico difettuccio del software tanto importante per il Cliente R*.

Tanto facile che da rappresentante Professional Services chiedo ai Professional Services per quale motivo non fosse stata fatta un’analisi preliminare sui rischi del progetto, su quali fossero le aspettative di R* circa le funzionalità del sistema migrato e se ci fosse registrato da qualche parte un bug originato dallo stesso R* che essi si aspettassero di vedere risolto nella nuova release, un bug con il quale tuttavia è stato possibile continuare a utilizzare il software in produzione per quasi 14 mesi.

Silenzio.

Ecco bravi, fate silenzio e meditate.

E… J. please, abbassa ‘sto cazzo di dito!

Perché mi rallegro #9

Posted in Clienti, P.M.R., Trasferte by pigreco314 on 11 febbraio, 2009

Ma che ci sarà da rallegrarsi alla fine di una giornata cominciata con una levataccia alle ore 5.25, proseguita con un volo per Madrid dal mitico F.F. presso il Cliente G* e terminata con un rientro ben dopo la mezzanotte causa ritardo del volo di ritorno?

Innanzitutto ora la stampante di etichette stampa che è una meraviglia. Problemi riscontrati (e risolti) nell’ordine:

  • la stampante era spenta
  • l’indirizzo IP della stampante era in una sottorete diversa da quella del server
  • il package Oracle che gestisce le stampe era basato su una versione obsoleta che sa il cielo da dove è uscita

Accesa la stampante, riconfigurata la coda di stampa di Solaris, effettuato un trattamento cosmetico al package tutto a preso  funzionare.

No, decisamente al telefono non ce l’avrei mai fatta. Era necessario recarsi colà.

Ho pure fatto in tempo a rilasciare una versione 2.0 dell’ Installation Qualification e della Unit Test…muuaahhhaa!

Il pezzo forte tuttavia è arrivato poco prima che terminassi la visita.

Il caro F.F. è un tipo veramente singolare: è spagnolo sui 55 ben portati, dall’età di 5 anni ha frequentato scuole italiane in Spagna, parla la lingua perfettamente ed è felice come un bambino quando gli capita di incontrare qualcuno che gli consenta di mantenere l’allenamento.  Girando per i locali dell’azienda per cui lavora saluta i colleghi in Italiano e quelli gli rispondono pure. Dovrebbe essere premiato come promotore della Cultura Italiana all’Estero.

Per l’ultimo test di stampa era richiesto l’inserimento di parametri di prova e la successiva verifica che questi comparissero in chiaro e in codifica a barre sull’etichetta.

Preso da una frenesia ludica mozartiana cosa mi va a scrivere il buon F.F.?

Parametro 1: cazzo
Parametro 2: cazzate
Parametro 3: cazz00
Parametro 4: buonissime

Vedere uscire una striscia di cazzate da una stampante di etichette nell’ambiente convalidato di una multinazionale farmaceutica mentre F.F. ghignava come un discolo da dietro gli occhiali mi ha fatto dimenticare improvvisamente il peso dell’intera giornata.

La striscia di cazz… ehm di etichette me la sono portata via per ricordo.

P.S.: Sul volo di ritorno mi ritrovo accanto a Costantino Vitagliano e al suo entourage (una morettina un po’ malinconica e un energumeno giocherellone). Il Costa sta diventando la nostra mascotte, visto che il collega V. l’ha beccato settimana scorsa su un volo di ritorno da Roma

Per Eluana

Posted in Zeitgeist by pigreco314 on 11 febbraio, 2009

25 Novembre, 1970 – 9 Febbraio, 2009

Email frettolose #2

Posted in Email, Storie Aziendali by pigreco314 on 6 febbraio, 2009

Email al Cliente da parte di V.,  stanco alla fine di una dura giornata di lavoro e senza troppa voglia di disquisire tecnicismi:

Temo che la nostra applicazione non sia compatibile con il vostro sistema operativo Windows 2003 a 32 bit. Noi supportiamo la versione a 16 bit…

Il tecnico che è in lui si improvvisamente risvegliato consentendo una rapida rettifica e scuse a profusione…

Capita ai migliori cervelli.

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Email frettolose

Posted in Email, Storie Aziendali by pigreco314 on 6 febbraio, 2009

Email al Cliente di un collega  stanco alla fine di una dura giornata di lavoro e con il correttore ortografico disattivato:

Vi prego di conattarmi per quesiasi dubbio.

Domani mattina Vi conatterò comunque prima di inziare l’attività.

Il “Vi” maiuscolo è bellissimo!

Cose strane

Posted in Storie Aziendali by pigreco314 on 4 febbraio, 2009

Mettiamo in fila le stranezze osservate in questo periodo, così giusto per fare un po’ di mumble mumble e  fornire testimonianza ai posteri:

  • la nostra partner Risorse Disumane T.G., solitamente molto reattiva, non ha ancora fornito il suo parere sulla proposta di Performance Improvement Plan per G.M. (detto anche Rufus Roughcut) a una settimana dall’ invio da parte del sottoscritto e nonostante un primo reminder: radio silence. Non è da lei
  • la stessa T.G. e il mio capo B.P. non hanno dato seguito alla mia richiesta di chiarimenti su come comportarsi in occasione dell’imminente salary round (il capo dice che non va fatto, io dico di sì perbacco! e T.G. sta zitta): radio silence. Non è da lei, da lui sì, ma da lei no!
  • B.P. sta completamente trascurando l’approvazione dei miei timesheet quando un tempo mi riprendeva a fronte di ogni minimo ritardo
  • durante la conference call trimestrale il grande capo P.P., parlando all’Organizzazione Tutta, si adagia su un discorso di totale ordinaria amministrazione, senza infamia e senza lode ma assolutamente non all’altezza di questi tempi di cambiamento. Non è da lui
  • l’Olandese Frizzante P.B., responsabile marketing,  in occasione del prossimo team meeting in Olanda a N* tra due settimane, pur essendo in vacanza in Austria, prenderà un volo il martedi sera, sarà da noi il mercoledi mattina per un’ora di presentazione e poi se ne ritornerà a sciare. Declinato l’invito da parte nostra a reggere la presentazione al suo posto. Per quale motivo vuole assolutamente esserci? Mai visto tanto zelo da parte sua
  • H.G. invia messaggi sconclusionati, confusi, senza capo ne coda. Un momento…

Ecco finalmente un po’ di normalità!

Blog Chart #1

Posted in Blog Charts, Musica by pigreco314 on 2 febbraio, 2009

Inauguro una nuova rubrica, presentando di tanto in tanto brani scoperti grazie allo “scrobble” di Last.fm.

a r t i s t a  -  b r a n o  -  a l b u m

Badly Drawn Boy – The Long Way Round – Born in the UK (2006)

Au Revoir Simone – A Violent Yet Flammable World – The Bird Of Music (2007)

Shout Out Louds – Blue Headlights – Our Ill Wills (2007)

Feist – I Feel It All – The Reminder (2007)

Architecture In Helsinki – Tiny Paintings – In Case We Die (2005)

Mindmaps #1

Posted in G.T.D. by pigreco314 on 1 febbraio, 2009

Dopo averle snobbate per molto tempo, qualche settimana fa è rinato in me l’interesse per le mind maps e mi sono quindi scaricato la versione trial di MindManager della Mindjet, probabilmente il miglior programma in circolazione per la creazione di mappe mentali. Tra gli altri ho visionato Personal Brain, MindView Free Mind, quest’ultimo gratuito e open source: può essere utile a scopo didattico ma non è assolutamente confrontabile con MindManager. Una lista esaustiva dei software disponibili la trovate qui.

Mappe mentali con Mindjet

Mappe mentali con Mindjet

Sono (ri-) approdato alle mappe mentali mentre cercavo un software che a quanto pare non esiste: un programma in grado di conferire struttura alla cartella “inbox” della mia posta.

In tutti i Mail User Agent che io conosca, oltre la solita rappresentazione flat della lista dei messaggi, il massimo che ti puoi aspettare è una visualizzazione per thread, funzionalità che in Lotus Notes (il nostro MUA) è pure bacata visto che non vengono inclusi nel thread messaggi scambiati con utenti esterni al nostro corporate domain.

A me invece serve qualcosa che possa processare e mettere in correlazione le email  secondo il concetto di stream, ovvero un flusso di attività e di informazioni che nasce da un messaggio di posta. Potremmo anche chiamarlo “cluster” ma il nome “stream” rende più l’idea della dinamicità insita nel concetto che voglio esprimere.

Un messaggio email è collegato a nomi (sender, recipients), date, può iniziare o essere parte di un thread, può contenere allegati, link a siti web, indirizzi email, numeri di telefono ecc.

Mi piacerebbe avere un programma in grado di estrarre e ordinare automaticamente questa massa di informazioni da un messaggio di posta, costruire automaticamente i thread collegati, predisporre un’area allegati dove salvare gli attachments, creare un’area contatti nella quale salvare automaticamente i riferimenti delle persone menzionate nei messaggi (che siano sender, recipient o solo citati nel corpo del messaggio) e l’indicazione di quale ruolo abbiano svolto nel thread (hanno inviato messaggi, sono solo destinatari, sono stati solo citati), consenta di definire attività collegate ai messaggi assegnando risorse, date di scadenza, crei automaticamente una tag list delle parole chiave ricorrenti  ecc.

E tutto ciò dovrebbe essere possibile con un semplice “forward”. Ovverosia, il software dovrebbe essere dotato di un mail server al quale inviare i messaggi da processare, indicando per esempio nel campo “Oggetto” a quale stream ci stiamo riferendo. In questo modo potremmo continuare la nostra sessione di mail processing concentrandoci su quello che maggiormente richiede la nostra attenzione (formulare messaggi di risposta alle email) senza interromperlo per salvare allegati nell’ennesimo folder, registrare contatti ecc.

E immaginate di dover riprendere il filo di una conversazione email lasciata in sospeso per qualche giorno o settimana accedendo alla base dati dei vostri stream, aprendo quello relativo al tema che vi interessa e ricostruirne facilmente  il contesto esaminando i documenti scambiati, rivedendo la lista delle persone coinvolte, ripassare il mail thread dei messaggi precedenti.

Una mind map è un oggetto che naturalmente si presta a organizzare e presentare l’informazione in questo modo.

Per sperimentarne le potenzialità mi sono scaricato la versione demo di Mindjet (la potete usare per 21 giorni) e ho poi acquistato una licenza (l’ultima release è la v8, costa circa 300 euro). L’ho utilizzato in una varietà di situazioni. Una di queste la tracciabilità di quelli che io chiamo microtask: attività che possono anche ricoprire l’arco temporale di qualche mese, coinvolgono poche persone, sono circoscritte a un contesto ben specifico,  sono normalmente portate a termine con attività della durata compresa tra un giorno e una settimana e rispetto ad altri compiti si possono classificare come a bassa priorità. Insomma, cose di cui tipicamente si perde il filo e finiscono nel dimenticatoio. Ad esempio, la richiesta al team di compilare una matrice di skills per inserirla in un database di selezione delle risorse per i progetti o l’attività di consolidamento del codice sorgente di un determinato cliente.

microtasks

Microtask su una mind map

Qui a lato trovate una rappresentazione della mia idea su come gestire microtask con una mappa mentale. Se seguite il link avrete dimostrazione di una delle funzionalità più interessanti di Mindjet cioè quella di esportare una mappa in formato “Mindjet Player” ossia un PDF che consenta la navigazione della mappa espandendo e comprimendo i nodi, visualizzando note, seguendo link, ecc. senza dover installare nulla sul proprio computer (a parte un viwer come Acrobat Reader).

Come dicevo, ho svolto un po’ di ricerche e finora non sono stato in grado di trovare nessun software che mi consenta di gestire email streams come li intendo io.

L’unico software che sembrerebbe avvicinarsi a uno strumento di produttività come quello descritto sopra è Gyroq di Gyronix che guarda caso si basa proprio sulle mind maps di MindManager.