Confessioni di un consulente IT

Un collega non c’è più…

Posted in Amici, Storie Aziendali by pigreco314 on 20 ottobre, 2005


Weathered
Originally uploaded by sqeesh.

Due giorni fa un nostro collega, F.S., tecnico del servizio, è morto in un terribile incidente stradale.
Era in viaggio per lavoro.
Non lo conoscevo bene, lavorava in una divisione diversa, ma ci incontravamo talvolta in ufficio e scambiavamo quattro chiacchere alla macchina del caffè.
Ricorderò sempre i suoi modi gentili e il suo viso sereno.
Qualche settimana fa, nel leadership team, abbiamo commentato i risultati di una survey fatta tra i dipendenti europei. Lo stress derivante dai frequenti viaggi di lavoro era una delle questioni emerse dal sondaggio.
La mia proposta di prevedere dei piani di incentivazione e riconoscimento per il personale che viaggia più spesso è stata accolta dai managers con perplessità e sufficienza se non addirittura ostilità.

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Retribuzioni del settore IT

Posted in Mercato, Stampa by pigreco314 on 15 ottobre, 2005

retribuzionisettoreit.jpg


Dal Corriere della Sera del 14 Ottobre 2005.
I Database Manager sopra i 35 anni mi sembrano leggermente sopravvalutati e comunque dopo i 40 voglio fare senz’altro il Country Manager!

Forecast

Posted in Paradossi fiscali, Storie Aziendali by pigreco314 on 14 ottobre, 2005


Weather.com Gives Up
Originally uploaded by nickoneill.

Il primo trimestre fiscale (per gli amici Q1) è finito.
Tempo di business forecast per il Q2.
Nella nostra organizzazione il processo di forecast è un’esperienza mistica che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita. L’intensità delle emozioni è inferiore solo alla preparazione del piano di inizio anno fiscale ma di questo parleremo in un’altra occasione.
Penso che tutte le società con un giro di affari superiore ai 10M$ usino un qualche tipo di software dedicato per raccogliere a presentare in maniera razionale le informazioni e stabilire con una certa accuratezza quanto lontani saranno da quei 10M$: noi usiamo Microsoft Excel.
Una copia del file viene inviata a tutti i project manager i quali sono responsabili di inserire le informazioni
per ciascun progetto secondo quanto stabilito dal planning. Di sicuro funzionerebbe… se tutti i progetti fossero dotati di planning!
I file in arrivo dai vari project manager vengono aggregati in modo da arrivare a un numero. Nel 99% dei casi questo numero è considerevolmente diverso dal piano per il trimestre corrente emesso a inizio anno.
Come si compensa?
Semplice, si inserisce una riga denominata “unaccounted” pari alla differenza tra forecast e piano.
Da qualche parte quei soldi dovranno pur arrivare no?
Pensate che il forecast aggregato venga salvato in un master file ad accesso controllato? Sbagliato!
Gli aggiornamenti arrivano nella maniera più disordinata possibile, da svariate fonti e accumulate in copie locali del file che forse nemmeno mai raggiungeranno chi è veramente interessato a riceverli.
Ho già proposto di lanciare la classica monetina a inizio trimestre per stabilire se raggiungeremo o meno il numero del piano ma finora la mia proposta non è stata accettata.
Forse nel Q3…

Tunnel

Posted in Parole by pigreco314 on 11 ottobre, 2005


Tunnel
Originally uploaded by zwolle.

Messaggio e-mail ricevuto dal Cliente (C.F.) oggi, 10 Ottobre 2005.

Relativamente alle due funzioni di cui avrei bisogno, per la prima non vedo problemi.Per la seconda, “esiste” un problema legato al fatto che le persone nel pedigree “potrebbero” non essere nel DB e quindi andrebbero segnalate come “not in the study”. L’effetto che hai nel linkage é abbastanza allucinante [sic], come per esempio anche nell’h2. Un gemello, aggiunto manualmente, fa sì che la varianza genetica aumenti di parecchi ordini di grandezza, quindi girare un h2 o un linkage cosí puó dare allaboratorio l’idea (che non é nemmeno approssimata) di quanto il lod score o l’h2 sale se si aggiungono persone.
Al livello logico questo é importantissimo, infatti anche ad
un utente molto poco esperto, fa capire che per esempio in un
albero é meglio avere due gemelli affetti che un nonno ed un
nipote affetti….

Chiaro no? Se non avete colto l’ironia è perchè siete esperti di linkage analysis, nel qual caso potreste anche togliervi quel ghigno sadico dalla faccia e provare a contattarmi per un po’ di consulenza in materia.
Ma io dico: posso capire che certi astrusi discorsi vengano fatti da uno scienziato genetista che non vuole perdere tempo a spiegare “elementari concetti” al primo consulente informatico che gli passa davanti.
Ma qui stiamo parlando del manager del progetto presso il cliente, un bioinformatico di età compresa tra i 23 e i 26 anni, che dovrebbe manifestare un certo interesse a stabilire un terreno comune di dialogo per evitare che il progetto naufraghi nel nulla. O no?

Vedo approssimarsi il tunnel, e la luce, come al solito, è lontana.

Aggiungere alla To Do List:

  • modificare il filtro di Lotus Notes per i messaggi in entrata in modo che mail contenenti l’aggettivo “allucinante” finiscano direttamente nel cestino (da svuotare in automatico)
  • verificare la correttezza di “h2” e fugare ogni dubbio circa possibili confusioni con gli studi liceali di chimica di C.F.

M.S.

Posted in Amici, Storie Aziendali by pigreco314 on 9 ottobre, 2005


A1 sunset mirror
Originally uploaded by stevec77.

L.C. è ritornato dopo circa 6 anni trascorsi in Oracle.
Fa il Product Manager nei nostri uffici in America ma viaggia parecchio per incontrare clienti anche in Europa.
L’ho conosciuto durante una di queste sue visite e sapevo già del suo problema. Me ne aveva parlato un collega.
Una sera a Bolzano ci stavamo gustando una buona birra. Fino a quel momento si era parlato di nuovi prodotti software, di strategie, delle sue iniziative e così gli ho chiesto come vedesse il nostro futuro da qui a un anno.
Mi ha risposto qualcosa come: “Ormai siamo amici e penso di non avere problemi a dirti che ho la sclerosi multipla. Mi sto disinteressando del futuro e cerco di vivere nel presente più che posso”.
Abbiamo parlato molto liberamente e senza falsi pudori della sua malattia (che lui, con abitudine tipicamente americana di abbreviare qualunque cosa, chiama M.S.): è impossibile non notare la sua camminata incerta e la difficoltà nel salire e scendere le scale, ma tutto ciò fa contrasto con l’enorme vitalità e determinazione nel realizzare i suoi obiettivi. Rimpiange di non poter più giocare a tennis e scherza sul fatto che nel parcheggio dell’ufficio a F.C. trova sempre posto perchè può usare il contrassegno di portatore di handicap.
E’ stato l’artefice di TRM*RB, uno dei nostri prodotti di maggiore successo ed è stupito ora, ritornato dopo sei anni, di come il prodotto sia rimasto pressocchè identico senza innovazioni di rilievo.
Non ho ancora sentito una parola di elogio su L.C. ed è strano perchè i nostri grandi manager d’oltreoceano non esitano a tessere le lodi di qualche nuovo collaboratore che hanno personalmente selezionato, infarcendo i loro encomi di “damn hard worker”, “I’m impressed”, “great expectations”, ecc.
Forse L.C. non è abbastanza “allineato” per i loro gusti.

Per questo e per ciò che fai, grazie L.C.

Fuck!

Posted in Persone, S.B., Storie Aziendali by pigreco314 on 8 ottobre, 2005

Un arcano presagio avrebbe dovuto consigliarmi di rimanere a letto ieri mattina, invece di alzarmi alle 4.30AM, salire in macchina, recarmi a Linate e (tentare di) prendere il volo AZ112 delle 6.55 per Amsterdam: il mio caro collega S.B. ed io avremmo dovuto infatti intervistare due candidati per le posizioni aperte in Olanda.
Ebbene, il giorno prima l’aeroporto di Schiphol è stato chiuso per la rimozione da un campo vicino di una bomba risalente alla seconda guerra mondiale: ritardi, cancellazioni, caos si sono protratti fino a ieri (e uno dei nostri boss in viaggio da Amsterdam a Milano non è potuto partire, che peccato!).
Visto che la situazione non era abbastanza agitata, è arrivata la nebbia a Schiphol.
Morale: 3 ore e 30min di ritardo sulla tabella di marcia, di cui 2 trascorse in aereo.

Per fortuna due avvenimenti hanno allietato la giornata:

  1. Abbiamo il nostro uomo per almeno una delle posizioni aperte in Olanda
  2. S.B. e io, poco prima di uscire dall’area di sicurezza di Schiphol abbiamo incontrato un tipo straordinario

Me ne stavo a fumare una sigaretta sotto una delle magnifiche cappe di aspirazione a disposizione di noi drogati, quando si avvicina un ragazzone biondo col quale scambiamo quattro chiacchere. Riporto quanto più fedelmente possibile il dialogo:

Lui:
“Hey, can we smoke here!? Oh, fuck, I was dying for a fucking cigarette in this fucking airport, fuck!”

Noi:
“Did you have a long trip?”

Lui:
“Long trip? Fuck! Sixteen fucking hours from Vancouver. We stopped in Minnesooda [Minneasota, N.d.R.] for five hours, fuck! I could only have a fucking beer and a cigarette, fuck! We arrived here and, fuck!, I said to my sister: go grab the fucking baggage, I’ll have my cigarette, fuck, just tell me the number of the fucking baggage claim, see you later buddies, fuck!
[Fa una pausa e ci scruta con occhio non proprio vispo]

Are you datchz?

Noi
[avendo inteso qualcosa come “dead”, tipo stanchi morti]: “Oh, yes we were delayed three hours”

Lui:
“No, I said, dutchz, fuck!”

Noi:
“Ducthz?…ooooh! Dutch!”

Lui:
“Yes, datchz. You look like datchz [sarà perchè sono biondo, boh!]”

Noi:
“We are not Dutch, we’re from Italy”

Lui:
“Oh! Italy, fuck!, I like Italians! I knew a guy from Italy, fuck, I can’t remember his fucking name, Polo, Paulo, dunno, fuck…”

Credo che questo tipo stralunato mi rimarrà impresso nella memoria a lungo: durante la lunga giornata, il ricordo di questa chiaccherata ci ha fatto sbellicare più volte dalle risate.

Fantasmi dal passato

Posted in Progetti, Storie Aziendali, Trasferte by pigreco314 on 7 ottobre, 2005

Originally uploaded by vanGilst.
Originally uploaded by vanGilst on Flickr.

 

Stavo oggi passando in rassegna il nostro backlog degli ordini e mi è arrivato sul tavolo (dopo essere transitato su almeno un altro paio di scrivanie) un nuovo grandioso progetto presso l’università di U.: venduto nel 2003 (quindi siamo in perfetto orario), nessuna licenza software e venti giornate di un bioinformatico per la fase di analisi dei requisiti utente.Piano d’azione:

1. Fare finalmente una telefonata al cliente, l’impegnatissimo Dr.Diamine che ora è negli USA e rientra lunedì
2. Trovare la risorsa a cui rifilare l’incombenza: il fatto che non disponga di bioinformatici è assolutamente secondario

Bè, ripensandoci potrei farci anche una visitina, dicono che U. non sia poi così male.

Quanto mi piace il tennis…

Posted in Consulenti, Sport by pigreco314 on 5 ottobre, 2005


Originally uploaded by J!mbo on Flickr

…specialmente quello giocato.
Ahimè, il tempo non è stato clemente questa sera e abbiamo dovuto sospendere dopo 40 minuti causa pioggia.
Ma è stato sufficiente per sfogare il nervosismo dovuto all’ennesima idiozia combinata da quel cervellone del Sales Man(ager) inglese, J.W., che mi ordina il server senza il sistema operativo installato.
J., te l’avevo detto o no di accertarti che il fornitore installasse Linux RedHat 3.0?
Posso capire che la lettura delle specifiche HW/SW sia per te più noiosa della lettura dell’elenco telefonico di Pechino…ma te l’avevo detto no??!! Te l’avevo detto!!!