Confessioni di un consulente IT

Vivere nella Nuvola

Posted in Geek Corner, Internet by pigreco314 on 10 febbraio, 2011

Al momento per quanto mi riguarda il concetto di cloud computing si declina in applicazioni web based e ubiqua memorizzazione di massa: GMail (con backup, mi raccomando), Google Documents (idem), Flickr.

In Google Documents, per esempio, tra le altre cose metto copia degli scontrini di acquisto dei prodotti nel caso debba avvalermi della garanzia. La cosa mi è tornata particolarmente utile l’altro giorno quando ho dovuto effettuare il reso del router Sitecom WL-341 che di punto in bianco ha deciso di rifiutare connessioni wifi. Mi reco da Mediaworld con l’apparecchio e la stampa della relativa ricevuta di acquisto. L’addetto getta un’occhiata al foglio e mi fa notare che sullo scontrino manca la data, evidentemente eliminata da un qualche baco della funzione di stampa di Google Documents. Mi sono risparmiato un viaggio collegandomi via Blackberry a Google Documents e girando via email all’addetto dell’assistenza Mediaworld la copia digitale dello scontrino (datato novembre 2009), grazie al quale l’esemplare difettoso mi è stato prontamente sostituito.

Lo storage distribuito mi aiuta inoltre a risolvere un paio di problemi particolarmente fastidiosi legati all’utilizzo su computer diversi di applicazioni come il browser Firefox, il programma iTunes o l’accesso a risorse preziose come il file criptato in cui conservo le mie password.

Per quanto riguarda il problema della condivisione della configurazione di Firefox su computer diversi ho attivato FireSync (escludendo però la sincronizzazione delle password). Ho letto di addons ( per esempio Syphon, nome che non ispira ma pare funzioni bene) che consentirebbero la sincronizzazione anche delle estensioni installate ma per ora non mi sono ancora spinto tanto in là.

Cliccate sull'immagine per avere 250MB extra

Assai più interessante è il sistema di condivisione del file delle password e della libreria di iTunes che ho realizzato usando Dropbox.

Se ancora non conoscete Dropbox vi consiglio di visitarne il sito web e provarlo, non costa nulla: il servizio prevede un’opzione gratuita che offre 2GB di storage remoto. Se create un account seguendo questo link ci sono 250MB di spazio aggiuntivo per voi e per me.

Dropbox crea una serie di directory in una locazione predefinita che mantiene sincronizzate con i propri server e qualunque altro computer che decidiate di collegare al vostro account. A differenza di Windows Live Mesh, Dropbox non consente di mantenere sincronizzata qualsivoglia cartella del vostro filesystem ma esiste uno stratagemma promettente che non ho ancora sperimentato appieno.

Su Dropbox ho memorizzo il file criptato di PasswordSafe contenente le password dei miei account, in modo che aggiunte e modifiche vengano automaticamente trasferite da un PC all’altro. Trovo questa soluzione più sicura rispetto ai password manager online.

Come dicevo sopra, Dropbox mi consente di mantenere allineate le copie della libreria di iTunes (per intenderci il file iTunes Library.itl)  memorizzate su computer diversi.

La cosa è assai semplice a realizzarsi ma se volete una procedura passo passo potete leggere questo articolo su Lifehacker, nel quale viene descritto anche una soluzione basata su AutoHotKey (una piccola perla nel mondo delle utility di cui parlerò in altro articolo) per evitare l’avvio contemporaneo di istanze multiple di iTunes su computer diversi. Non ho adottato questo espediente perché non ho bisogno di condividere la mia libreria di iTunes con altri utenti e quindi l’eventualità di lanciare il programma contemporaneamente su computer diversi sarebbe sbadataggine più che una necessità. Inoltre lo script di autohotkey riportato nell’articolo mi sembra bacato. Infine occorrerebbe anche configurare  iTunes in modo che non venga attivato automaticamente quando si collega un iPod al computer.

Visto che su Dropbox non memorizzo la considerevole mole dei miei brani musicali, tuttora salvati su un disco locale, l’uniformità di accesso ai file da iTunes su computer differenti viene realizzata con un piccolo trucco: al disco che di volta in volta collego al computer viene sempre assegnata la medesima lettera di unità. In questo modo il path di ciascun file è valido indipendentemente dal computer su cui iTunes è al momento in esecuzione.

La migrazione su piattaforma cloud potrebbe rappresentare la naturale evoluzione del servizio di Apple che per esempio potrebbe utilizzare la propria piattaform cloud per consentire agli utenti di conservare su storage distribuito le copie  dei contenuti multimediali acquistati su iTunes con la possibilità di poterli riprodurre via Internet su computer e dispositivi mobili.

D’altra parte ci sono già arrivati Grooveshark e l’industria del porno.

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