Confessioni di un consulente IT

Dove eravamo rimasti

Posted in Storie Aziendali by pigreco314 on 22 settembre, 2009

Sono trascorse sei settimane dal nostro trasferimento ufficiale nella nuova realtà aziendale.

La transizione è ancora in corso ma per fortuna si notano progressi, non è un inutile girare intorno a problemi senza provare ad abbozzare una soluzione.

Vediamo di fare il punto sul guaio in cui sono capitato.

Sono responsabile globale di un gruppo che prima della acquisizione del nostro business non esisteva nell’azienda che ci ha comprati, ovvero un team incaricato di effettuare gli upgrade software delle installazioni dei nostri prodotti: sia all’interno della stessa linea di prodotto (li chiamo omo-upgrade) sia da una linea all’altra (li chiamo etero-upgrade).

Gli etero-upgrade avverranno probabilmente in una sola direzione poiché delle due linee di prodotto una è sicuramente vincente (quella dell’azienda che ci ha comprati) e l’altra (quella che mi ha dato da mangiare durante gli ultimi nove anni) è destinata a soccombere anche se ci vorrà parecchio tempo.

Comunque, prima che si parli di etero-upgrade bisognerà prima definire un percorso di migrazione da una piattaforma all’altra, cosa non facile perché parliamo di tecnologie, architetture, funzionalità, modelli dati abbastanza diversi.

Curioso come sia stato messo a capo di un team la cui responsabilità principale è svolgere forse l’unica attività (quella degli upgrade appunto) di cui non mi sono mai occupato personalmente durante la mia quasi decennale esperienza nel settore.

Meglio: non verrò eccessivamente distratto dai dettagli tecnici e sarò più portato a delegare.

Ritengo l’esperienza che sto vivendo molto importante anche perché stiamo assistendo al processo di formazione di un’organizzazione. Chi ci ha comprato aveva in Europa un solo ufficio vicino a Londra e ora si trova a dover gestire dall’oggi al domani un intero nuovo Continente.

Il mio nuovo team è formato da cinque persone più il sottoscritto: 4 americani e 1 olandese.

Già ora le giornate lavorative durano 11 ore circa. Si vocifera che mi verranno assegnate a breve altre 5 persone, di cui un indiano, nel senso di residente in India, Calcutta per la precisione.

Rinvierò sine die et sine cura l’assegnazione di un Blackberry.

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