Confessioni di un consulente IT

iGoogle: vivo o morto? Morto

Posted in Internet by pigreco314 on 6 luglio, 2012

Un bel po’ di mesi fa si parlava di questa cosa qua.

E oggi vedo questo annuncio qui.

Tutto secondo i piani direi.

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iGoogle: vivo o morto?

Posted in Internet by pigreco314 on 27 dicembre, 2010

La domanda sorge spontanea visto che a mio modesto avviso l’attenzione rivolta da Google sulla propria versione del concetto di personalized homepage langue a dir poco.

L’ultimo articolo pubblicato sul blog ufficiale degli sviluppatori risale al 23 giugno 2010 e l’ultima novità di rilievo risale al 2008 quando Google ebbe la malaugurata idea di alterare l’aspetto della homepage spostando i tab dalla barra orizzontale in alto al pannello verticale sinistro suscitando un coro di reazioni negative.

La qualità dei gadgets è piuttosto scarsa: non che abbia mai brillato ma non si nota un grande sforzo per cercare di scremare gli add-on ben fatti dalla fuffa e la directory pullula di emerite schifezze come d’altra parte è esemplificato dal disclaimer a fondo pagina:

“La maggior parte dei contenuti della directory è stata sviluppata dagli utenti di Google. Google non ne garantisce le prestazioni, la qualità o i contenuti. L’inserimento nella directory è gratuito e la posizione occupata nella directory non può essere migliorata dietro pagamento”.

Alcuni gadget sono afflitti da malfunzionamenti atavici che riemergono occasionalmente senza apparente motivo. Per esempio il gadget di GMail a volte si rifiuta di visualizzare i messaggi di posta se sull’account è configurato HTTPS, salvo poi riprendere a funzionare dopo alcuni minuti o ore. Il ché non sarebbe nemmeno una brutto segno se sta a significare che qualcuno ci sta lavorando.

L’unico meccanismo premiante è il sistema delle valutazioni, ma quando la qualità è diffusamente scarsa e i voti sono pochi la classica non conta granché.

La community è più o meno abbandonata a sé stessa: molto spesso i commenti ai gadget sono l’occasione per flame gratuiti e non per una critica costruttiva finalizzata al miglioramento di un prodotto. Spassosissimi in particolare quelli degli utenti italiani che anche quando lo sviluppatore è straniero si ostinano a commentare in madrelingua lamentandosi che i loro feedback non vengano presi in considerazione.

Il codice dei gadget può apparire assai intricato e non favorisce di certo la possibilità di collaborare a estendere funzionalità e a correggere errori. Provate a guardare il codice del gadget dei Google Bookmarks e sappiatemi dire.

Insomma, un’altra di quelle cose che sono diventate periferiche rispetto al main stream di Google fino a che non vengono dimenticate e lasciate morire, come Google Wave per esempio.

In effetti nell’era di Facebook e di una fruizione di internet che si sposta sempre più su dispositivi mobili c’è da domandarsi se ci sarà un futuro per le personalized homepages.

In compenso, se clicco sulle opzioni del gadget dei bookmark e seleziono “Ti potrebbe piacere anche” mi viene suggerito l’oroscopo del giorno.