Confessioni di un consulente IT

Fare l’amministratore delegato di un’azienda pubblica

Posted in Italia, Lavoro by pigreco314 on 7 marzo, 2011

Nella puntata di quel gioiello di giornalismo televisivo che è Presa Diretta andata in onda ieri e intitolata “Parentopoli” l’ex-amministratore delegato dell’ATAC, tale Adalberto Bertucci, ha fornito una interessante interpretazione di cosa significhi ricoprire una funzione apicale in un’azienda pubblica. Per inciso l’ATAC (l’Azienda Tramvie ed Autobus del Comune di Roma) non è propriamente un’azienda pubblica bensì una società per azioni il cui azionista di controllo è però il Comune di Roma.

Sentite qua.

Si dà il caso che il Dott. Bertucci sia un “consulente del lavoro”, cosa che affermo non perché ne abbia prova diretta o indiretta ma semplicemente perché lui stesso lo ha affermato durante l’intervista del giornalista di Presa Diretta.
Si dà anche il caso che l’ATAC, nel periodo in cui il Bertucci ne era amministratore delegato, necessitasse di una consulenza inerente il diritto del lavoro (o simile) e che pertanto abbia pensato di stipulare con il proprio AD un contratto di consulenza da oltre 210 mila euro: una decisione approvata dal consiglio di amministrazione duranta una riunione temporaneamente abbandonata dal Bertucci nel momento in cui si effettuava la votazione.

Io vorrei sapere se è pratica normale che un’azienda che ha bisogno di un servizio di consulenza che un proprio dipendente è in grado di fornire per esperienza o formazione, stabilisce con questo dipendente un
contratto aggiuntivo oltre allo stipendio per acquistarne le prestazioni.

Io credo che ogni dipendente, a cominciare dall’amministratore delegato, debba mettere a disposizione della propria azienda tutte le proprie capacità professionali, magari creando attorno a sé un team di colleghi che trovino in questa attività ulteriore stimolo e opportunità di crescita professionale. Così le aziende coltivano i propri talenti e contribuiscono alla formazione di una cultura aziendale.
Ovviamente sta poi all’azienda creare un sistema premiale in grado di riconoscere, possibilmente in maniera tangibile, il contributo dato da ogni dipendente al raggiungimento di obiettivi di particolare rilievo.

In quanti siamo rimasti a pensarla così?

Per inciso, il Dott.Balducci si è dimesso qualche mese fa dalla carica di amministratore delegato dell’ATAC, perché sotto la sua sapiente gestione i conti hanno raggiunto un passivo di più di 120 milioni di euro. E nonostante ciò pensa di fare causa all’ATAC per il mancato pagamento della prestazione di consulenza (non è dato sapere se questa sia stata effettivamente erogata).

Diciamo che se venissi a sapere che un collega si è comportato alla maniera del Sig. Adalberto Bertucci gli direi che ha una faccia come il culo.

Amichevolmente.

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