Confessioni di un consulente IT

Amsterdamned

Posted in Storie Aziendali, Trasferte by pigreco314 on 18 gennaio, 2007


amstel forever
Originally uploaded by AT★5.

Ogni volta che vengo ad Amsterdam me ne capita una. Questa ha a che fare con la furia degli elementi che si sono scatenati sull’Olanda e nel Nord Europa nella forma del ciclone Kyrill che ha fatto chiudere ponti, fermato treni, bloccato aerei e pure causato vittime.

Sveglia alle 4 di mattina, arrivo puntuale a Linate, check-in senza coda alle macchine automatiche, imbarco e partenza in orario. Tutto bene fino a 20 minuti dall’atterraggio, uno dei peggiori della mia carriera di frequent flyer: sembrava di essere su un otto volante. Mentre l’aereo manovrava verso il finger un tizio si è alzato, completamente sbiancato, supplicando di andare in bagno provocando la costernazione delle hostess.

“Are you feeling well?” domandano. Il tizio si siede e non risponde.

Persino durante lo sbarco l’areomobile era scosso dalle raffiche di vento.

Il collega T.v.d.B mi aspettava per accompagnarmi dal cliente U. in quel di Rotterdam. Quattro ore di riunione per contemplare la riscrittura in MS Excel dell’interfaccia grafica del nostro software (sacrilegio!). Non c’è alcuna ragione per cui continuino ad usare il nostro prodotto ma il sistema che hanno messo in piedi esegue diligentemente il compitino, gli utenti si sono adeguati e il tutto si trascina in una consolidata consuetudine senza molto futuro, considerata l’imminente aggiunta di due nuovi siti a Bangalore e Shanghai. Vedremo se ha senso proporre una migrazione: come al solito non avremo alcuna possibilità se non abbiamo dalla nostra parte gli amici del Product Department e il cliente è a rischio.

Di ritorno a Schiphol contemplo la lista dei ritardi. Temendo il peggio per il mio volo di rientro delle 20.45 chiedo di essere spostato sul primo volo per Malpensa. Pago i 50 euro di penale alla splendida indiana del desk Alitalia che ha l’unico difetto di gestire le pratiche con una lentezza squisitamente orientale.

Mi reco alla lounge e osservo en passant che il mio biglietto reca la sigla “CFA” invece di “ULS”: vuoi vedere che mamma Alitalia mi ha regalato un upgrade da Ulisse a Freccia Alata? Staremo a vedere.

Nella lounge di Schiphol niente wireless (antichi!). Scendo quindi al communication center dove approfitto della rete KPN con il giochino di iPass. Controllo sul sito Alitalia lo stato del mio volo e…aaarrrghh! Lo hanno cancellato! Il tabellone vicino a me conferma l’orrendo evento. Chiedo informazioni alla lounge che mi rimanda al transfer desk che mi rimanda al desk Alitalia di prima.

Dopo una coda estenuante e l’evasione a passo di lumaca della pratica di quattro napoletani prima di a me (dormiranno all’areoporto), rieccomi di fronte all’indiana bella quanto Aishwarya Rai, la star di Bollywood.

“Che facciamo? La metto sul prossimo volo per Malpensa?”, “Veramente preferirei Linate” rispondo. Notando che avevo già fatto un cambio poco prima da quello stesso volo la dea mi comunica che ho diritto al rimborso della penale di 50 euro. “Mi rimborsate?” chiedo sorpreso. “Sicuro, sarebbe disonesto non farlo.” risponde lei. Dio ti benedica.

Insomma, eccomi qui di nuovo nella lounge con la speranza che si arrivi a destinazione a un orario umano. Anzi, che si arrivi a destinazione. Punto.

Si sente ancora soffiare forte il vento sulla struttura dell’areoporto.

Domani è il gran giorno: metto le mani sull’iPod da 30Gb che V. mi ha comprato a New York. 260 dollari, 208 euro.

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