Confessioni di un consulente IT

Email hell

Posted in Email by pigreco314 on 7 ottobre, 2006

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no junk-mail please
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Ricevo circa 50 messaggi (in realtà sono 16, vedi post successivo, N.d.R.) di posta elettronica al giorno, decina più decina meno.

Per processarne uno (processarne? ma cosa sto dicendo?) impiego in media circa 5 minuti: se dovessi farlo per tutti i messaggi significherebbe 250 minuti (80 minuti, N.d.R.) al giorno solo per evadere la posta.
In realtà quelli veramente importanti sono pochi, per gli altri uso la tecnica del “se è importante richiameranno” e li lascio a giacere nell’inbox.

E in effetti qualcuno richiama e lo fa immediatamente dopo averti spedito il messaggio per chiederti: “Hai visto il mio email?” (ceeerto che l’ho visto, io trascorro le mie giornate ha pigiare il tasto di refresh nell’attesa che arrivi posta da te).

E via a raccontarti a voce quello che hanno appena scritto pochi minuti prima impiegando magari mezz’ora della loro insignificante vita e coinvolgendo in questo insensato spreco di energie e di tempo anche il sottoscritto.

Uno vero maestro di questa tecnica è J.P.T., cugino d’oltralpe. Ero dal cliente a B* e durante il giorno non avevo accesso alla posta elettronica. Chiama e ovviamente chiede se ho letto i suoi messaggi. “Veramente no, sono da un cliente e sto facendo altro…”, rispondo evasivo. L’accordo era che per il progetto G. in Francia J.P.T. si mettesse in contatto con il collega tedesco del mio team e lo intervistasse per valutare se costui avesse gli skill adeguati per certe attività.

Invece mi ha scritto un email.

Già qui cominciano a girarmi, anche perché mi ero preso 6 minuti di pausa per fumarmi una sigaretta e per spirito di servizio avevo riacceso il cellulare sperando di non essere importunato.

Mi dice che ha allegato al messaggio i requisiti utente del progetto: dentro di me mi incazzo. Caro amico, non ti aspetterai che mi legga gli URS per sapere se la risorsa X è adatta al progetto, vero?

“No no” dice, “li ho mandati solo per completezza…”. Ma completezza di che?! Della rottura di scatole che altrimenti non ti sarebbe riuscita altrettanto bene?

Dice di avermi inviato il messaggio un paio di giorni prima: mi deve essere sfuggito, forse è stato rubricato come “se è importante richiameranno, soprattutto se chi lo manda è J.P.T.”.
Lo sento bofonchiare qualche parola di scusa riguardo le dimensioni dei documenti allegati. Mi impietosisco e dico “ecchessarammai? per qualche megabyte…”. Finisce la telefonata e mi dimentico dell’accaduto.

La sera in aereo mi costringo a leggere qualche messaggio, più che altro per spirito di imitazione di S.B. che sta ancora evadendo la posta di agosto. Mi ricordo della telefonata con J.P.T.

Recupero immediatamente il messaggio ordinando gli email per dimensione: eccolo in cima alla lista con un allegato di 96 (novantasei) megabyte. Per curiosità lo apro preparandomi a una lista enciclopedica di requisiti utente: 60 pagine, di cui la maggior parte frutto di un delizioso copia incolla di immagini e diagrammi. Quando imparerà la gente a usare l’ “incolla speciale” di MS Word e selezionare device independent bitmap per le immagini?

Ero tentato di cliccare sul “Reply with Attachments” ma ho avuto pietà di lui.

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