Confessioni di un consulente IT

Sui Pro e i Contro dell’ outsourcing

Posted in Mercato, Outsourcing by pigreco314 on 27 settembre, 2006

Riflettendo sui temi emersi nel post “Il vortice” mi sto domandando se esternalizzare lo sviluppo del software valga veramente la pena e se sia effettivamente compatibile con un business model come il nostro che ha come obiettivo la generazione di ricavi sia dalla vendita di licenze sia dall’erogazione di servizi di consulenza ai clienti per la realizzazione di personalizzazioni (tra le altre cose).

Mi riferisco a un approccio “black box” all’uso dell’outsourcing (che è poi quello che noi vorremmo implementare): scrivi delle specifiche di disegno software che invii agli sviluppatori e ti ritorna indietro il software, una definizione forse un po’ riduttiva visto che sono stati versati fiumi di inchiostro elettronico sull’argomento ma il concetto è quello.

Pro

  1. riduzione dei costi
  2. trasferimento del rischio: non funziona? non ti pago finchè non lo sistemi in modo che io possa fatturare al cliente finale
  3. concentrare le risorse interne su servizi ad alto valore aggiunto per i clienti e meglio remunerati (project management, trusted advisors, ecc.)
  4. facile reperibilità delle risorse: sviluppatori Java, Oracle, C++ si annidano notoriamente sotto ogni tombino
  5. sgravio dei problemi organizzativi legati alla gestione del gruppo di sviluppatori: non è un problema tuo (più o meno)

Contro

  1. overhead richiesto per la gestione dei contratti con i partner in outsourcing: sottoscrizione, rinnovo, negoziazione
  2. aumento del volume delle comunicazioni
  3. processi amministrativi aggiuntivi: emissione ordini, approvazione fatture, ecc.
  4. effetto telegrafo senza fili: il cliente dice A, tu capisci B, lo sviluppatore in outsourcing capisce C
  5. overhead richiesto per il training degli sviluppatori: si assume ovvia conoscenza delle tecnologie standard ma occorre addestrarli sul prodotto che vendi ai tuoi clienti
  6. overhead richiesto per la verifica dei deliverables e il controllo di qualità
  7. manutenzione delle personalizzazioni: non le hai sviluppate tu e allo scadere della garanzia o in caso di fallimento della società di outsourcing… bye bye baby
  8. dissipazione del know-how, specie quando si esagera e si delega all’outsourcing anche attività di consulenza che faresti meglio a tenerti in casa (requirements gathering, scoping phase, ecc.)
  9. sforzo aggiuntivo richiesto nella produzione della documentazione di disegno: del tutto inutile quando il cliente non ne ha bisogno, non ne comprende il valore aggiunto e non ha intenzione di pagartela ma tu sei costretto a scriverla comunque perché qualcuno ti ha detto che non devi più scrivere codice
  10. rischio di corto circuito cliente-outsourcing: accade quando commetti l’errore di mettere in comunicazione diretta le due parti, cosa che può avere diversi esiti nefasti. Per esempio il cliente comincia a fare e disfare i requisiti utente al di fuori di ogni procedura di change control e lo sviluppatore gli va appresso lavorando allegramente sapendo che ti fatturerà time&material. Oppure il cliente mangia la foglia e si domanda perchè deve continuare a pagare il pizzo a te per fare il lavoro del passacarte quando potrebbe contrattare direttamente lo sviluppatore e risparmiare (in maniera piuttosto miope) un sacco di quattrini
  11. “Diamine! Ho detto che si usa l’outsourcing!”, disse il capo. Ed ecco che lo sviluppo di un semplice report che stampa un barcode richiede tre volte il tempo richiesto se lo facessi tu

Per ora, Contro batte Pro 11 a 5 anche se non tutti i punti hanno lo stesso peso e ogni decisione dovrebbe tener conto di fattori peculiari di ogni progetto. Inoltre ognuno di quegli undici punti ha precise contromisure che dovrebbero essere messe in atto per poter utilizzare l’outsourcing in maniera efficace ed efficiente.

Un inizio di riflessione.

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Una Risposta

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  1. www.australianwinner.com said, on 2 agosto, 2013 at 1:28

    I read this post fully on the topic of the difference of newest and preceding technologies, it’s remarkable article.


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