Confessioni di un consulente IT

Fetish!

Posted in S.B., Storie Aziendali by pigreco314 on 3 luglio, 2006


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Originally uploaded by seaan.

Il mio collega e amico S.B. sta manifestando in maniera sempre più marcata una curiosa indole fetish: di quando in quando mi arrivano sul cellulare MMS con fotografie di questo genere. Per fortuna il soggetto, la nostra amata S., non se la prende, anzi, secondo me sotto sotto non le dispiace essere oggetto di innocenti attenzioni.

Anche oggi levataccia, alle 4.30, volo Alitalia delle 7.40 (incredibilmente in orario) per una gita all’ufficio di D* vicino a Francoforte, a dare il benvenuto del team leader al nuovo assunto G.M. Il poveretto ha avuto peggior sorte visto che si è svegliato alle 3.30 e si è messo in viaggio in macchina da Monaco.
Mi sono riscattato dopo la pessima figura fatta con il neoassunto olandese che non aveva trovato nessuno a dargli il benvenuto (sorvoliamo sulla sensibilità e sui doveri di ufficio di HR Olanda).

Alle 10, webex di un paio d’ore di R.C. che ci ha parlato della strategia per il prossimo anno fiscale. Tra espansioni geografiche, nuovi software, marketing, channel managers ecco spuntare i goal per il prossimo anno: tra gli altri, EBIT 38% e gross margin 55%, manco stessimo parlando a un consiglio di amministrazione o a una riunione di investitori.
Mi domando quando vorremo finalmente porre degli obiettivi funzionali al nostro business: quanto può essere motivante per un project manager un obiettivo sul gross margin complessivo della società, sul quale ha un impatto infinitesimo, e quanto può invece esserlo uno sul margine del progetto che sta gestendo?
Prevedo battaglia domani al team meeting a Barcellona dove questi temi saranno discussi (promemoria: dedicare una puntata a parte al meeting di questa settimana, sicuramente ne vedremo delle belle).

Alle 18.37, nella lounge Admiral dell’aeroporto di Francoforte, scopro che i teutonici sono degli zozzoni: un topolino sbuca da sotto una delle peraltro comodissime poltrone. Informo la signorina alla reception la quale dice qualcosa del tipo: “Già so”. Bene. Prendo e me ne vado prima che la pizza alla banana (!) che ho “gustato” a pranzo decida di effettuare il percorso inverso: questo infatti ci hanno servito dalla pizzeria vicino all’ufficio. Tutte le ordinazioni che abbiamo fatto sono state incasinate e ci è stata consegnata della roba immangiabile…

Procedo verso il gate C1 dove mi scopro anch’io un po’ fetish: fotografo con noncuranza le estremità della tizia seduta di fronte a me al gate.

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Una Risposta

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  1. […] Chiarito il mistero della pizza alla banana del post precedente. […]


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