Confessioni di un consulente IT

Backup

Pubblicato in IT da pigreco314 il 15 Marzo, 2009

La strategia di backup per il mio laptop è organizzata così.

Utilizzo un solo archivio sia per i backup settimanali sia per quelli giornalieri.

Ogni domenica mattina alle 6 l’archivio viene re-inizializzato e viene effettuato un backup completo di tutti i file critici del mio computer (circa 20 Gb).

Ogni giorno alle 18.20 l’archivio viene aggiornato con il backup incrementale dei file creati o modificati dall’ultimo backup.

I programmi utilizzati sono quelli disponibili in Windows Xp, ossia ntbackup e task scheduler.

Standby

Pubblicato in Azienda, IT da pigreco314 il 7 Marzo, 2009

Per qualche strambo motivo Windows XP non mi segnala più che la password è in scadenza o è scaduta e che sarebbe opportuno cambiarla se voglio continuare ad accedere alle risorse di dominio.

Ho coinvolto il nostro IT (detto anche lo Zio) e dopo avergli descritto il problema mi ha chiesto di sfuggita se alla fine di ogni giornata il mio Dell D600 lo spengo oppure lo metto in standby. Gli ho risposto che lo shutdown dalle mie parti si usa se me lo chiede Windows dopo l’installazione di una patch o se si è verificato un crash e che se fosse per me eliminerei la funzione di spegnimento, anche perché il re-boot sono 10 minuti di vita sprecati ogni volta.

Non l’avessi mai detto. Mi ha minacciato di morte se non avessi smesso subito questa pratica immonda, mi ha augurato ogni tipo di unrecoverable disaster e mi ha detto che la risoluzione del mio problema sarebbe finita perennemente in fondo alla sua lista delle priorità. L’unico motivo per cui ci rimane nella lista è che non uso la modalità hibernate, l’unico sacrilegio peggiore dello standby.

“Non si deve usare lo standby, il re-boot è importante e salutare, serve per rinnovare le policy, lo standby è male, bla bla”. Non l’ho mai visto così alterato. Deve essere una questione religiosa.

Comunque mi sono documentato sul problema della password e ho scoperto la nota KB313194 di Microsoft che sembra accennare alla cosa. Siccome bisogna sfruculiare tra le policy degli utenti di dominio mi sono limitato a passare l’informazione allo Zio.

Lo Zio sa che non me ne sto con le mani in mano ad aspettare che l’IT arrivi con la soluzione sul piatto, facciamo un mestiere simile e il dipartimento nella nostra organizzazione è sottodimensionato: una persona sola in Italia con un backup in Spagna. E’ competente, preparato, odia Lotus Notes (avrà la sua vendetta perché tra poco migreremo ad Outlook) ma ogni tanto mi sorprende creando tempeste in un bicchiere d’acqua come quella volta che avendo accidentalmente cancellato il mio archivio di posta 2008 gli ho chiesto se avesse sottomano un programma di recupero file. Non ne sospettava l’esistenza e voleva mandare il mio hard drive in camera bianca. E sì che penso fosse già in attività quando il DOS supportava il comando “UNDELETE”.

Fatto sta che abbiamo dissertato via skype su ’sto problema della password e alla fine mi fa: “Comunque se dovessi aprire una ditta, chiamami che vengo a lavorare con te”.

Gli ho risposto che potrebbe non essere un’eventualità così remota…

iPass

Pubblicato in IT da pigreco314 il 6 Gennaio, 2007

Qualche tempo fa mi trovavo dalle parti di Grafing, vicino a Monaco di Baviera, Germania.
Più precisamente a Glonn presso l’Hotel-Cafe Schwaiger: carino, tranquillo, ve lo consiglio.

L’hotel forniva accesso wireless a Internet tramite svariati providers (Cloud Network, Vodafone, etc.) e la solita procedura per acquistare traffico: abilita la scheda wireless, aspetta che ti venga assegnato un indirizzo IP, lancia il browser e nella pagina iniziale inserisci il numero della tua carta di credito.

Mi accorgo che tra i provider disponibili c’è anche iPass che la nostra Organizzazione ha adottato come roaming Internet provider per consentire ai dipendenti di collegarsi alla VPN in svariati Paesi e secondo varie modalità di connessione (modem, ADSL,ecc.).

Penso fra me: “Vuoi vedere che…?”.

Lancio il programma client di connessione iPass installato sui nostri laptop, che avevo fino ad allora utilizzato solo per connessioni modem, e dalla lista delle location wired network (nota bene: non wireless) seleziono un oscuro Hotel Mandarin di Monaco.

Inserisco la mia username e password iPass, premo invio e…zot, collegato!

Da allora, ho sfruttato questa simpatica maniera di usare la rete wireless (ove disponibile) gratuitamente a Madrid, Barcellona, Londra, ecc.

Dal sito iPass è possibile anche scaricarsi un programmino che contiene un database degli hot spot disponibili in giro per il mondo, molto utile anche se non si dispone di un account iPass: infatti mi è servito per comunicare a mio cognato, in crisi d’astinenza da repliche di Lotus Notes, che a 5 Km dalla nostra località di villeggiatura natalizia in aperta campagna nel Baden-Würtemberg c’era un MacDonald con tanto di hot spot T-Mobile. E pensare che non sarebbe mai entrato in un MacDonald per nulla al mondo…

Questa storiella farà probabilmente sorridere i miei quattro smaliziati lettori per la mia ingenuità.

Una ingenuità condivisa comunque da svariate centinaia di persone della nostra Compagnia a cui questo giochino non era mai stato spiegato dai nostri IT.

Anzi, proprio ai nostri amici IT mi sono rivolto per chiedere informazioni sui costi del servizio di roaming iPass pagato dalla nostra azienda e sulle tariffe di connessione: non ne sapevano nulla.

E quando gli ho spiegato come funziona il tutto, se ne sono usciti con un: “Ma vaaaa??”.