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Una stringa esadecimale si sta diffondendo esponenzialmente nellaRete…
“You’re skating the edge!”.”I AM the edge”
Mi sono fatto un regalo.
Ho comprato per 22€ il cofanetto con tre DVD della serie Æon Flux, trasmessa molti anni fa da MTV. A mio parere una delle serie animate più belle mai realizzate: per l’originalità del tratto dei disegni, per la fantasia delle trame, per la psicologia dei personaggi, per la profondità dei concetti espressi nelle storie, per la sensualità della protagonista nonchè della voce della doppiatrice inglese.
Bizzarro, sexy, futuristico, filosofico, surreale, pieno d’azione. Mai banale, mai noioso.
Il film, com’era prevedibile, non regge il confronto con gli episodi animati ed è stato stroncato da Peter Chung, autore della prima serie TV.
MTV tempo fa trasmetteva un’altra serie, Alexander, che mi piaceva quasi quanto Æon Flux: e non a caso visto che c’è sempre lo zampino di P.Chung.
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Psychokiller

kill your baby
Originally uploaded by Perpetually.
Pare che dentro di me alberghi uno psicopatico assassino. Questo per lo meno quanto emerge da un test psicologico che mi ha proposto A., collega spagnolo.
Secondo lo psicologo americano che ha elaborato lo scenario, se rispondete a questo test come ho risposto io, siete anche voi membri del club.
Angelica si trova al funerale della madre, deceduta dopo una lunga malattia pochi giorni prima. Alla cerimonia partecipa anche un uomo che la donna non conosce e non ha mai visto prima: non riesce a scambiare alcuna parola con lui e nemmeno riesce a farsi dire chi sia, dove abiti, quale sia il suo numero di telefono, ecc. Lui non la nota ma per lei è amore a prima vista e se ne invaghisce perdutamente. Trascorsi alcuni giorni durante i quali la donna non ha alcun tipo di contatto con lo sconosciuto, Angelica uccide la sorella.
Perché?
Volare
È la cosa che per ora mi affascina di più in Second Life, il mondo virtuale creato da Linden Labs e costantemente sviluppato da decine di migliaia di utenti.
Nell’inverno del 1994, mentre aspettavo di partire per il servizio militare, trascorrevo le mie giornate nei sotterranei del dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano a restaurare, catalogare e documentare vecchi strumenti di laboratorio per una esposizione.
La pausa pranzo la trascorrevo al vecchio centro di calcolo a giocare in un ambiente MOO in esecuzione su un server dell’Università degli Studi a cui mi collegavo via telnet: un mondo virtuale con il quale si interagiva attraverso un’interfaccia puramente testuale e nonostante ciò in grado di offrire un’esperienza sufficientemente ricca di contenuti.
Le idee erano praticamente già tutte lì: la costruzione di una personalità, la possibilità di creare ambienti e oggetti, il teletrasporto, il denaro virtuale e soprattutto i contatti con gli altri abitanti di questo mondo con cui intavolare piacevoli e stimolanti chiaccherate. C’era persino, ricordo, una misteriosa “Stanza Rossa” in cui non ho mai avuto la ventura di entrare e nella quale gli utenti più estroversi si abbandonavano a effusioni in puro codice ASCII.
Però volare no, proprio non si poteva anche spingendo al massimo l’immaginazione.