Confessioni di un consulente IT

La forma e il contenuto

Pubblicato in Business Analysis, Cultura da pigreco314 il 24 Marzo, 2009

Dato che mi piacciono le definizioni operative dirò che a mio parere lo scopo primario per cui qualunque tipo di scritto viene creato è di essere letto.

E dunque chi scrive, dovrebbe sforzarsi il più possibile di rimuovere ogni ostacolo incontrato dal lettore nell’accedere al contenuto.

Quando un contenuto arido, ostico, asettico è già di per sé un ostacolo alla lettura occorre agire sulla forma.

I signori di Infomap hanno alcuni brillanti consigli da darvi per presentare in forma quasi gradevole e invitante il vostro prossimo arido, ostico e asettico documento tecnico.

Guardate che differenza fa presentare un tema piuttosto indigesto come la conformità alle prescrizioni della Food&Drug Administration prima e dopo la cura Infomap: FDA Compliance.

Altri esempi sono disponibili sul sito Infomap qui insieme a un’interessantissima demo sull’importanza della forma e del formato quando si scrivono documenti tecnici (e non solo).

Business Analyst Certification Program

Pubblicato in Business Analysis, Cultura, Lavoro da pigreco314 il 7 Marzo, 2009
iiba_member1

IIBA® is a registered trademark owned by International Institute of Business Analysis.

Ho iniziato un paio di mesi fa il percorso di certificazione per Business Analyst offerto dall’ International Institute for Learning: Business Analyst Certification Program (BACP).

Il corso verte sul contenuto del Business Analysis Body of Knowledge (BABOK® v1.6, sta per uscire la v2.0), l’equivalente della PMBOK dei project manager. Tuttavia la certificazione BACP non è equivalente alla certificazione Project Manager Professional  e per diventare un business analyst professionista occorre acquisire la certificazione CBAP® (Certified Business Analyst Professional) fornita dall’International Institute for Business Analysis (IIBA®) (sorta di equivalente del Project Management Institute) attraverso un esame simile a quello richiesto per i PMP.

La spina dorsale del percorso di apprendimento è costituita dalle 6 Knowledge Areas della BABOK®:

  • Enterprise Analysis (EA)
  • Requirements Planning and Management (RP&M)
  • Requirements Elicitation (RE)
  • Requirements Analysis and Documentation (RA&D)
  • Requirements Communication (RC)
  • Solution Assessment and Validation (SA&V)

La versione mind map delle knowledge areas e dei relativi task la trovate qui: BABOK® Knowledge Areas

Il programma BACP si articola in 4 corsi:

  • Business Analysis Fundamentals: 12 ore (se siete già PMP, dà diritto a 12 PDU)
  • Facilitation Skills: 18 ore (18 PDU)
  • Writing and Managing Requirements Documents: 12 ore (12 PDU)
  • Business Processes Modeling:18 ore (12 PDU)

I corsi si seguono online attraverso il meccanismo delle virtual classroom che devo riconoscere essere piuttosto efficace.

Ogni corso è seguito da un esame della durata di un’ora da effettuarsi online entro trenta giorni dal completamento del corso corrispondente: 30 domande sul contenuto del corso, della BABOK® e su situazioni da analizzare.

Ho superato il primo esame due settimane fa (punteggio 28/30).

Il Business Analyst non coincide esattamente con il ruolo di Solution Architect, presente nella nostra organizzazione, che si fa carico di trasformare i requisiti in una soluzione software nell’ambito di un progetto. Il BA è invece la figura preposta a far emergere, documentare, mantenere, verificare e validare i requisiti ed è più coinvolto nel Product Life Cycle (PdLC) più che nel Project Life Cycle (PLC).

Tuttavia, le conoscenze, tecniche e best practices del ruolo del BA sono un prezioso strumento anche per una figura di Solution Architect come la nostra. Sullo sviluppo di queste pratiche penso che baserò gli obiettivi del team per l’anno prossimo. Salvo cataclismi…

Bazzicando il sito dell’International Institute for Business Analysis mi sono imbattuto nel blog del loro istituto, molto interessante per gli addetti ai lavori.

Lo trovate qui: http://blog.theiiba.org/

Podcasts per imparare le lingue

Pubblicato in Cultura da pigreco314 il 4 Giugno, 2008

Tempo fa mi sono imbattuto in questo post del blog Openculture contenente link a una serie assai corposa di podcast per imparare le lingue straniere, dove con “straniere” si intende diverse dall’ inglese

Lo speaker è quindi sempre inglese e le lezioni nella lingua estera impartite in una varietà di formati: conversazione, grammatica, gioco, interviste, notiziari, ecc.

La maggior parte dei podcast è scaricabile dai siti di riferimento in formato mp3, quindi non è assolutamente obbligatorio avere iTunes o l’iPod Apple.

Alcune delle lingue disponibili:

  • Arabo
  • Blugaro
  • Cinese
  • Francese
  • Giapponese
  • Italiano (yes!)
  • Latino (sic!)
  • Tedesco
  • Spagnolo

Posso garantire sui risultati: mi sono preparato con il podcast sul Cinese (Chinese Learn Online) l’anno scorso prima del mio viaggio a Pechino, ascoltando ripetutamente le prime lezioni in auto, in viaggio per lavoro, durante la pausa pranzo e in poco tempo ho imparato come imbastire una conversazione minima.

Ho preso a rispondere “Grazie” e “Arrivederci” nella madrelingua del tabaccaio all’angolo. La prima volta, piacevolmente sopreso, il tizio mi ha risposto “Blavo, blavo”.

Giunto a Pechino, appena superato il controllo passaporti, ansioso di dare sfoggio ho salutato l’autista di mio cognato che lavora là da un paio d’anni e gli ho chiesto come si chiamasse. Mi ha risposto ma non ho afferrato il nome…

Insomma ho scoperto con grande meraviglia che il Cinese (parlato) è facile. La grammatica è più semplice di quella dell’Inglese. La cosa complicata è padroneggiare i 4 toni fondamentali.

Ok, un minimo di predisposizione per le lingue non guasta.